Coronavirus Quarantena Droni vs Coronavirus - Covid-19
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Coronavirus (Covid-19) – Droni e zone rosse

Coronavirus o Covid-19 sta facendo strage di vite e sta di fatto modificando la vita – sociale e non – di tutta la popolazione mondiale.

In questo scenario, dove i governi delle varie nazioni colpite dal Coronavirus, hanno istituto la quarantena obbligatoria nelle aree più colpite, definendo zone off-limits, le zone famose rosse. Ebbene non risulta che in tali zone sia stati utilizzati droni per la consegna di medicine o generi di prime necessità, ne tantomeno per la disinfezione o per il monitorggio delle zone rosse e gialle.

La domanda sorge quindi spontanea: dove sono finiti i droni ? E quelli per le consegne via aerea sperimentati da Amazon e da altri?

Coronavirus – dove sono i droni?

Lo scorso anno (2019) vari sono stati i proclami (e gli articoli) sulle consegne di pacchi via drone. Amazon, UPS ed altri infatti hanno sbandierato a destra e a manca, di aver testato con successo consegne di pacchi via drone.

Tuttavia, dalla comparsa a dicembre 2109 a Wuhan del Coronavirus, passando purtroppo per l’11 gennaio 2020, data della prima vittima, fino ai 97.886 contagi del Covid-19 al 5 marzo 2020 su scala mondiale (di cui 80.422 solo in Cina), non risulta che siano stati utilizzati droni per attività di monitoraggio delle zone rosse, oppure per la consegna di medicine o generi di prima necessità attraverso i droni, mentre solo in Cina alcuni droni sarebbero stati utilizzati per la disinfezione delle aree colpite.

Ovviamente questo appare contraddittorio, visto che i droni si prestano benissimo sia per attività di monitoraggio anche ambientale, che per attività di disinfezione. Non dimentichiamo anche che i maggiori produttori mondiali di droni, come DJI, Ehang, tanto per citarne un paio, sono cinesi.

Droni per combattere il Coronavirus  – monitoraggio zone rosse e gialle

Eppure la tecnologia e l’innovazione dovrebbero essere dei mezzi per facilitare e migliorare la vita degli umani. Da cui l’uso dei droni per le attività di monitoraggio della effettiva “tenuta” delle zone rosse istituite per il coronavirus, sarebbe stato di certo d’ausilio alle forze dell’ordine.

Drone monitoraggio
Drone per monitoraggio ambientale – Immagine tratta da pixabay.com libera per usi commerciali – Autore Thomas Ehrhardt

Droni per disinfezione aree critiche

Ed ancora,  come mai non si è pensato di utilizzare i droni per disinfettare le aree critiche delle zone rosse o gialle? O per la disinfezione preventiva di aree di città non colpite dal Covid-19?

Per chi non lo sapesse l’agricoltura di precisione, si occupa di distribuire pesticidi o spargere concimi ed altro via drone su appezzamenti di terreno molto più grandi di una piazza o diversi campi di calcio.

Dji Drone Agricoltura
Drone per agricolutra – Immagine tratta da pixabay.com libera per usi commerciali – Autore DJI Agras

Non dimentichiamoci infine, che un drone può volare anche al coperto, quindi sarebbe stato utile per disinfettare luoghi chiusi come metro, vagoni, aeroporti, etc. in poco tempo e con ottimi risultati.

Consegne via drone

E ritorniamo al punto di partenza. Se i droni non sono stati utilizzati per il monitoraggio delle zone rosse gialle e ne tantomeno per la disinfezione di aree critiche (piazze, strade, metro, aeroporti, etc.), perché probabilmente, sconosciuto l’uso “alle teste pensanti”, sarebbe dovuto scattare almeno l’idea modaiola della consegna dei pacchi via drone, e magari a ritroso, avrebbero scoperto che i droni potevano essere d’aiuto in una situazione che si sta facendo ogni giorno più critica e che, probabilmente se ben impiegati, avrebbero contributo alla riduzione dei contagi.

Uso del drone – atto finale:  Zone rosse viste dall’alto

In mancanza di tutto quanto sopra elencato, visto che i governi investono fior di milioni in droni,  l’uso del drone – ad oggi 6 marzo 2020 – contro il Coronavirus o Covid-19 è stato limitato per molto tempo alla sole riprese dall’alto nelle zone rosse ad opera di testate giornalistiche e/o forze dell’ordine.

Conclusioni

L’uomo ha ideato e realizzato macchine per i più svariati scopi, come appunto i droni, che potrebbero dare il meglio, non certo per spiare il terrazzo del vicino o del politico di turno, ma per fronteggiare un nemico infido come il Coronavirus.

Sveglia! I droni sono pronti a decollare e ad aiutare l’uomo a combattere una battaglia contro un nemico invisibile, non solo a fare riprese dall’alto!

Aggiornamento: ENAC l’entità regolatrice per il volo di droni in Italia ha definito (24 marzo 2020) le circostanze in cui i droni sono autorizzati a volare. Questo il link al bollettino ENAC. Invece se siete interessati a sapere come usare il vs drone durante il lockdown leggi l’articolo del Blog “Droni al tempo di Coronavirus“.

I testi integrali delle circolari emesse da ENAC il 23 e 24 marzo 2020, riguardo all’uso dei droni durante il periodo di lockdown dovuto al coronavirus, sono riportati nell’articolo del Blog “Emergenza Coronavirus – Note ENAC uso droni“.


Nota relativa alle immagini: Le immagini riportate nell’articolo sono tratte da pixabay.com, e sono libere per usi commerciali, senza richiesta di attribuzione. Ogni immagine cita comunque l’autore che ne è il legittimo proprietario. L’uso delle immagini è esclusivamente ai fini di una migliore comprensione dei contenuti dell’articolo. L’immagine in evidenza è tratta ancha da pixabay.com e l’autore e’  Wokandapix.

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Last Updated on/Ultimo aggiornamento – 28/07/2020

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